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Fuoco del Morrone e Perdonanza Celestiniana

di lunedì, 10 gennaio 2011 - Ultima modifica: domenica, 27 luglio 2014
Periodo in cui si svolge l'evento: 19 Agosto

Il 19 agosto di ogni anno a Castelvecchio Subequo ha luogo l'arrivo del "Fuoco (Fiaccola) del Morrone" nell'ambito della "Perdonanza Celestiniana".

Questa manifestazione, nata nel 1979, vuol ricordare il passaggio nelle nostre contrade, avvenuto nel 1294, di fra Pietro Angelerio, meglio conosciuto col nome di fra Pietro del Morrone, diretto alla volta dell'Aquila, dove il 29 agosto 1294, alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, sarebbe stato incoronato Papa con il nome di Celestino V e, la concessione della Indulgenza Plenaria che questo papa volle concedere ai fedeli.

Questi gli antefatti: il 5 luglio 1294, a Perugia, avvenne l'elezione a Papa di fra Pietro del Morrone. Una delegazione del Sacro Collegio, composta da tre vescovi presenti a Perugia e da due notai pontifici, fu incaricata di portare all'interessato la notizia dell'avvenuta elezione papale. Contestualmente anche Carlo II d'Angiò che si trovava a Melfi in Basilicata, fu raggiunto dalla notizia e si mise in cammino insieme al figlio Carlo Martello, alla volta di Sulmona. La delegazione apostolica giunse il 18 di luglio al monastero di Santo Spirito. Il giorno successivo, sotto un sole torrido, gli emissari pontifici, condotti dall'Abate di S. Spirito a Sulmona Onofrio da Comino, presero a salire il ripido sentiero che portava da S. Spirito al romitorio di fra Pietro. Fu Bèrard de Got che eseguì il compito affidategli dal Collegio Cardinalizio di notificargli l'avvenuta elezione a pontefice.

Egli, prendendo il decreto nelle sue mani, manifestò la sua paura nell'assumere l'importante ufficio. Soltanto dopo avergli fatto notare che rifiutando la nomina avrebbe commesso peccato mortale, il vecchio eremita accettò il decreto.

All'alba del giorno 25 luglio dell'anno 1294, un "magnifico corteo" partì alla volta dell'Aquila. Esso era formato dal re di Sicilia Carlo II d'Angiò, da suo figlio Carlo Martello (re d'Ungheria), dal cardinale Pietro Colonna, vescovi, ambasciatori, principi (fra i quali Guido di Montefeltro, signore di Urbino), feudatari locali, ecc. Fra Pietro rifiutò di cavalcare uno splendido cavallo bianco che il re aveva predisposto, preferendo il dorso di un asino col quale fece il viaggio per l'incoronazione.

Il corteo uscì da Sulmona attraverso Porta Romana e si diresse verso Pratola Peligna e Raiano e da qui, molto presumibilmente, percorrendo la cosiddetta strada della "Forma", o delle "Vuccole" nella Valle Acciara (Gole di San Venanzio), raggiunse nella serata Castelvecchio Subequo, ove il corteo sostò per la notte presso il convento di San Francesco d'Assisi. Qui ad attendere Fra Pietro vi era anche il Conte Tommaso di Celano ed una moltitudine di cittadini esultanti.

Il giorno seguente, il corteo riprende il cammino lungo la valle del fiume Aterno per raggiungere, presumibilmente dopo un'altra sosta notturna in una località non precisata, la meta prefissata: L'aquila.

Dunque, la manifestazione "Fuoco del Morrone", altro non è che il ricordo di quello storico avvenimento: il viaggio intrapreso da fra Pietro del Morrone, dall'eremo di San Onofrio, incastonato sulla montagna del Morrone (nei pressi di Sulmona), alla basilica di Santa Maria di Collemaggio in L'aquila, per esservi incoronato papa con il nome di Celestino V. Il percorso attuale (riproposto con qualche arbitraria variante) tocca Castelvecchio Subequo il giorno 19 agosto (ovviamente questa data non coincide con quella storica del 25 luglio).

La sera di detto giorno la "Fiaccola del Fuoco del Morrone", proveniente da Casteldieri con la scorta dei "Cavalieri di Celestino" a cavallo, è accolta all'ingresso del paese. Seguirà un corteo composto di Autorità Civili; gonfaloni; gruppi religiosi; storici, sportivi, folkloristici che raggiungeranno la chiesa di San Francesco d'Assisi, accolti dalle Autorità Religiose. Nella piazza antistante la chiesa avverrà l'accensione del tripode, a seguire, all'interno della chiesa vi sarà l'accensione della lampada di fra Pietro del Morrone e la celebrazione della Santa Messa.

Aggiunta importante: la manifestazione culminerà il 29 agosto all'Aquila, presso la basilica di Santa Maria di Collemaggio con l'apertura della Porta Santa e con l'acquisizione della Indulgenza Plenaria che papa Celestino V volle concedere ai fedeli promulgando, il 29 settembre 1294 la Bolla Papale, quella che oggi è conosciuta con il nome di Perdonanza, istituendo di fatto il primo giubileo cristiano della storia della Chiesa Cattolica.

Con piacere, si vuole anche ricordare che, il 16 giugno 2003, dall'Ufficio della Sacra Penitenzieria Apostolica Vaticana, è stata concessa, per sette anni, un'indulgenza plenaria da lucrarsi il 19 agosto, presso la chiesa di San Francesco d'Assisi in Castelvecchio Subequo a memoria della sosta che ivi fece fra Pietro del Morrone in quel lontano 25 luglio 1294.

(a cura di Giuseppe Cera)

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